Le prospettive della moda ai tempi del Covid: focus sul Nord America

Sebbene forse sia troppo presto per quantificare davvero gli effetti del COVID-19 nel settore della moda, la pandemia ha certamente scosso alcune delle fondamenta del settore, in particolare nei canali di distribuzione e nella filosofia produttiva. A riguardo è molto interessante un approfondimento fatto da McKinsey&Company (www.mckinsey.com) che ha provato a definire gli effetti e le possibili vie di uscita da una riduzione dei volumi che sembra stabilire nuovi paradigmi.

Proviamo ad anticiparvi i primi tre, in sintesi, rimandando direttamente alla fonte per l’approfondimento.


Modelli di vendita

La vendita al dettaglio offline, almeno in nord America, aveva già registrato un massiccio calo delle vendite e della pedonalizzazione all’inizio della crisi. Un calo che proveniva da lontano, già dal quarto trimestre del 2019. Il Covid quindi ha accelerato un processo che sembrava essere partito prima. L’alternativa? L’online, chiaramente, anche se con degli accorgimenti ben precisi, visto che ad oggi le vendite online, seppur cresciute, non hanno compensato le perdite di vendite attraverso i canali tradizionali. Investire nell’online in modo efficace significa, oggi più che mai, trovare nuovi modi di comunicare, fidelizzare e persuadere il consumatore, visto che lo stesso studio McKinsey dimostra come gli stessi investimenti in promozione online siano ai massimi storici provocando una sorta di entropia dei messaggi che certo rende la concorrenza spietata e la creatività un aspetto fondamentale di differenziazione.



Digital e cura del cliente

Il marketing digitale come chiave di volta, non solo per la vendita online ma anche per la promozione dei punti vendita fisici e la cura del cliente. Il rapporto parla di un’attività che dovrà essere non più brand oriented ma consumer oriented, un approccio che vale per tutta la filiera, dove sarà fondamentale raccontare i valori aggiunti, i servizi in grado, davvero, di fare la differenza e oggettivare le capacità delle persone. Il digitale è l’unico canale che permette di segmentare in modo analitica il target, differenziare i messaggi e personalizzarli al massimo. Per questo gli investimenti si sposteranno sempre più in questa direzione nei prossimi anni (forse mesi) per brand e aziende della filiera.



Preparare adesso il ritorno alla normalità

Qualcuno parla di primavera 2021, qualcun altro della fine del 2021. Fatto sta che prima o poi ci sarà il ritorno alla normalità, anche se sarà una normalità diversa da quella che abbiamo conosciuto in precedenza. A questo ogni azienda dovrebbe farsi trovare pronta, pianificando adesso come vorrà essere percepita una volta tornata questa famigerata pseudo-normalità. Questo significa programma azioni in grado di tenere conto sia delle nuove abitudini acquisite nel tempo dai consumatori e dai clienti, sia considerare gli effetti dell’entusiasmo che può essere generato dalla fine della pandemia o dalla sua gestione totale.


 

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